{"id":14972,"date":"2025-01-22T17:36:33","date_gmt":"2025-01-22T17:36:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/?p=14972"},"modified":"2025-01-25T19:37:16","modified_gmt":"2025-01-25T19:37:16","slug":"la-storia-dello-storione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/fra-tradizione-e-modernita\/la-storia-dello-storione\/","title":{"rendered":"La storia dello storione"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:1248px;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p>Stiamo vivendo tempi eccezionali: la pandemia di covid-19 ha colpito anche Roma e ancora pi\u00f9 gravemente gran parte del mondo. Ci far\u00e0 bene il ricordo di altri essenziali aspetti della vita. Come l&#8217;alimentazione sana e sostenibile, come il ricordo del nostro passato, recente o lontano. Sullo scalone del Palazzo dei Conservatori, che si trova nel Campidoglio di Roma, sulla destra per chi entra nella magnifica piazza, si trova un bassorilievo di epoca incerta che raffigura uno storione. Un pesce fino a non molti decenni fa presente nel Tevere, il fiume che attraversa la citt\u00e0 eterna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-14978\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Storione02.jpg\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Storione02-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Storione02-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Storione02-400x301.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Storione02.jpg 499w\" sizes=\"(max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/>La dicitura merita di essere esaminata:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\">CAPITA PISCIUM HOC MARMOREO SCHEMATE<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">LONGITUDINE MAIORUM USQUE AD PRIMAS<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">PINNNAS INCLUSIVE CONSERVATORIB. DANTO<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">FRAUDEM NE COMMITTITO<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">IGNORANTIA EXCUSARI NE CREDITO<\/span><\/p>\n<p><em>Le teste dei pesci pi\u00f9 lunghi di questa lapide di marmo<\/em><br \/>\n<em>fino alle prime pinne comprese<\/em><br \/>\n<em>Saranno date ai Conservatori<\/em><br \/>\n<em>Non si commetta frode<\/em><br \/>\n<em>Non si creder\u00e0 alla scusa dell\u2019ignoranza<\/em><\/p>\n<p>Si tratta quindi di una tassa stabilita a beneficio dei Conservatori: una magistratura istituita nel XIII secolo e composta da tre esperti amministratori che assistevano il senato di Roma nel governo della citt\u00e0 e che risiedevano appunto nel Palazzo dei Conservatori.<\/p>\n<p>Il bassorilievo riporta le insegne dei tre Conservatori in carica nel 1583. Ma non si pensi che le teste fossero materiale di scarto, erano molto apprezzate per ricavarne succose zuppe.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-14984\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/DioTevere.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/DioTevere-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/DioTevere-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/DioTevere-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/DioTevere.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Nel Palazzo dei Conservatori nel 1471 vennero depositate le antiche sculture donate dal papa Sisto IV al popolo romano, facendone di fatto il primo museo del mondo, i Musei Capitolini. Vennero tuttavia aperti al pubblico solamente nel XVIII secolo. Si usa citarli al plurale in quanto si estendono anche al Palazzo Nuovo, costruito pi\u00f9 tardi dall&#8217;altro lato nella piazza, e a parte del Palazzo Senatorio che si trova sul fondo.<\/p>\n<p>Recentemente parte della collezione \u00e8 stata collocata in una quarta area museale, il Museo Montemartini che si trova lungo la via Ostiense, la pi\u00f9 antica via che portasse a Roma (si pensa abbia quasi 3000 anni) all&#8217;interno della omonima ex centrale elettrica.<\/p>\n<p>L&#8217;antichissima statua del dio Tiber addossata al Palazzo Senatorio rendeva omaggio alla forza vitale del fiume, da cui vennero trasportati in salvo i neonati mitici fondatori di Roma, Romolo e Remo, qui raffigurati assieme alla lupa che li nutr\u00ec, che divenne ed \u00e8 tuttora il simbolo di Roma. Traccia tangibile del culto delle acque \u00e8 il nome Tiberius, uno dei pi\u00f9 frequenti in Roma, che appartenne al secondo imperatore romano.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-3\"><div id=\"attachment_14990\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14990\" class=\"size-full wp-image-14990\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MuseoNazionale3.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MuseoNazionale3-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MuseoNazionale3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MuseoNazionale3-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MuseoNazionale3.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-14990\" class=\"wp-caption-text\">Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo<\/p><\/div>\n<p>In ognuno di questi musei, ma anche in altri come il Museo Nazionale Romano sempre a Roma o il Museo Archeologico di Napoli, non \u00e8 infrequente trovare rappresentazioni di pesci, spesso a mosaico, che ornavano le dimore dei cittadini romani pi\u00f9 facoltosi.<\/p>\n<p>Risalgono di solito all&#8217;et\u00e0 imperiale, hanno quindi dai 1500 ai 2000 anni.<\/p>\n<p>Ma in quale considerazione i romani tenevano il pesce e il consumo del pesce? Era largamente consumato, tenuto in alta considerazione e gli esemplari pi\u00f9 pregiati potevano arrivare a cifre iperboliche.<\/p>\n<p>Lo testimoniano i coloriti aneddoti di numerosi scrittori ma anche la prima enciclopedia a noi pervenuta: la Historia Naturalis di Gaius Plinius Secundus, ammiraglio della flotta romana del Mediterraneo, e grande studioso: mor\u00ec nel 79 a.D. vittima della eruzione del Vesuvio che distrusse le citt\u00e0 di Pompei, Ercolano e Stabia. Si era recato a studiare da vicino l&#8217;eruzione dopo aver disposto che la flotta intervenisse in soccorso della popolazione.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-4\"><div id=\"attachment_14995\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14995\" class=\"size-full wp-image-14995\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Montemartini01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Montemartini01-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Montemartini01-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Montemartini01-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Montemartini01.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-14995\" class=\"wp-caption-text\">Museo Montemartini, Roma<\/p><\/div>\n<p>Sappiamo da lui che i pesci allevati dal condottiero Lucullus presso il lago Lucrino, non lontano da Napoli, vennero venduti dopo la sua morte per 40.000 sesterzi, e che la modesta villa di Gaio Irrio, che aveva fornito a Giulio Cesare 6000 murene (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=1729&amp;AT=murena\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Muraena helena<\/em><\/a>) per delle celebrazioni rituali, venne venduta per 4 milioni a causa del valore dei suoi vivai.<\/p>\n<p>E anche che l&#8217;oratore Ortensio, avversario ma talvolta collega di Cicerone, era talmente affezionato a una sua murena da piangere alla sua morte, che la principessa Antonia Maggiore adornava di orecchini la sua murena favorita.<\/p>\n<p>Plinio fornisce inoltre notizie meno anedottiche: per esempio<\/p>\n<ul>\n<li>che tra i pesci pi\u00f9 rinomati erano le triglie (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=790&amp;AT=triglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mullus barbatus<\/em><\/a>),<\/li>\n<li>che non si riusciva ad allevarle e raramente superavano il peso di due libbre (circa 700 gr);<\/li>\n<li>che gli scari vennero introdotti in Italia da Claudius Optatus, prefetto della flotta di Tiberius, che li import\u00f2 dal promontorio di Lecto (nell&#8217;attuale Turchia) nel Tirreno e per cinque anni cur\u00f2 che tutti quelli pescati fossero rimessi in mare in modo che potessero diffondersi; ma anche che l&#8217;ex console Asinius Celeris durante il regno di Caligola acquist\u00f2 una sola triglia per 8000 sesterzi.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-5\"><div id=\"attachment_15002\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15002\" class=\"size-full wp-image-15002\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/ArcheologicoNapoli.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/ArcheologicoNapoli-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/ArcheologicoNapoli-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/ArcheologicoNapoli-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/ArcheologicoNapoli.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-15002\" class=\"wp-caption-text\">Museo Archelogico di Napoli<\/p><\/div>\n<p>Troviamo traccia di tutto questo anche nella poesia: ci viene in soccorso infatti Decimus Iunius Iuvenalis (60-120 a.D. circa) nella quinta delle sue Satire, le uniche sue opere pervenute.<\/p>\n<p>In cui infierisce sulle dispendiose abitudini culinarie dei nobili e dei romani in genere, ma denuncia anche il degrado ambientale:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em>Mullus erit domini, quem misit Corsica vel quem<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>Tauromenitanae rupes, quando omne peractum est<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>et iam defecit nostrum mare, dum gula saevit,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>retibus absiduis penitus scrutante macello<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>proxima, nec patimur Tyrrhenum crescere piscem.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>Instruit ergo focum provincia.<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Per il padrone ci sar\u00e0 una triglia giunta dalla Corsica<\/em><br \/>\n<em>o dagli scogli di Taormina, quando tutto \u00e8 finito<\/em><br \/>\n<em>e gi\u00e0 esaur\u00ecto il mare nostro, mentre la gola del vicino<\/em><br \/>\n<em>infierisce e reti infaticabili frugano, per l&#8217;avido mercato,<\/em><br \/>\n<em>n\u00e9 lasciamo crescere un pesce nel Tirreno.<\/em><br \/>\n<em>La provincia provvede al nostro focolare.<\/em><\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-6\"><p><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-15009\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MareNostrum-1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MareNostrum-1-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MareNostrum-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MareNostrum-1-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/MareNostrum-1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Le murene erano molto apprezzate, al punto che ancora oggi ci si interroga se abbiano preso il nome dal primo romano che riusc\u00ec ad allevarle, Sergius Licinius Murena (I secolo a.C ).<\/p>\n<p>A meno che non sia stato lui piuttosto a essere soprannominato Murena a causa dalla sua attivit\u00e0. Del resto si pu\u00f2 dire la stessa cosa di Caius Sergius Orata, che introdusse ovviamente l&#8217;allevamento dell&#8217;orata (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=1164&amp;AT=orata\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sparus aurata<\/em><\/a>).<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em>Virroni muraena datur, quae maxima venit<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>gurgite de Siculo; nam dum se continet Auster,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>dum sedet et siccat madidas in carcere pinnas,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>contemnunt mediam temeraria lina Charybdim<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>A Virrone una murena si dar\u00e0, che vien gigantesca<\/em><br \/>\n<em>dal gorgo di Sicilia; infatti quando l\u2019Austro si placa,<\/em><br \/>\n<em>mentre si riposa e in una grotta e asciuga le umide pinne,<\/em><br \/>\n<em>tele temeriarie sfidano il centro di Cariddi.<\/em><\/p>\n<p>Ove apprendiamo anche, perlomeno secondo Iuvenalis, che le murene trovavano riparo e venivano pescate quando cessava il vento del sud, sia pure sfidando le insidiose acque dello stretto che separa l&#8217;Italia dalla Sicilia, vigilato secondo le leggende dai due mostri marini Scilla e Cariddi.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-7\"><div id=\"attachment_15014\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15014\" class=\"size-full wp-image-15014\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/CloacaMaxima.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/CloacaMaxima-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/CloacaMaxima-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/CloacaMaxima-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/CloacaMaxima.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-15014\" class=\"wp-caption-text\">La Cloaca Maxima<\/p><\/div>\n<p>Ma se le murene erano riservate alla classe altolocata, allo stuolo dei loro seguaci erano riservati i pesci del Tevere, che non sempre erano storioni:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em>vos anguilla manet longae cognata colubrae<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>aut glacie aspersus maculis Tiberinus et ipse<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>vernula riparum, pinguis torrente cloaca<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"><em>et solitus mediae cryptam penetrare Suburae.<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>a voi rimarr\u00e0 un\u2019anguilla parente della lunga biscia<\/em><br \/>\n<em>o un Tiberino ghiacciato cosparso di macchie, quello<\/em><br \/>\n<em>schiavo delle rive, ingrassato dallo scarico della cloaca,<\/em><br \/>\n<em>e abituato a risalir le fogne fin dentro la Suburra<\/em><\/p>\n<p>La nozione, o perlomeno la credenza popolare, che gli scarichi delle fogne ingrassassero i pesci \u00e8 confermata anche da Livius: riporta che i mgliori pesci lupo (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=258&amp;AT=luccio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Esox lucius<\/em><\/a>) del Tevere si trovassero nella zona tra i due ponti, ossia dove si scaricava la maggiore fogna di Roma, la Cloaca Massima, grandioso manufatto che scaricava le acque ma non solo fognarie nel fiume, costruito nel V secolo b.C. per prosciugare gli acquitrini della zona.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-8\"><div id=\"attachment_15019\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15019\" class=\"size-full wp-image-15019\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Giornelli.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Giornelli-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Giornelli-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Giornelli-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Giornelli.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-15019\" class=\"wp-caption-text\">Ettore Roesler Franz, 1883: Giornelli di pescatori sugli avanzi di ponte Sublicio presso la Ripa Romea o porto di Ripagrande. Particolare<\/p><\/div>\n<p>Nozione sopravvissuta a lungo: lo scrittore Giggi Zanazzo (1860-1911) nella appendice al suo testo in dialetto romano in quattro volumi Tradizioni popolari romane, riporta in nota a p. 89:<\/p>\n<p><em>I romani antichi lodavano il pesce lupo, come squisito, specie quello che si pescava tra i due ponti Sublicio e Palatino, per l&#8217;imbocco della Cloaca Massima. Lo afferma Caio Tizio, riportato nel 16. del terzo dei Saturnali di Macrobio.<\/em><\/p>\n<p>Riporta ancora, nel breve capitolo dedicato alla gente di fiume, i vari metodi di pesca alla lenza o alla rete tra cui il giornello o girarello, due reti ruotanti mosse dalla corrente, e alcune delle prede pi\u00f9 ambite:<\/p>\n<ul>\n<li>barbi (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=4472&amp;AT=barbo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Barbus barbus<\/em><\/a>),<\/li>\n<li>squali,<\/li>\n<li>ruelle (o ruellu o rovella &#8211; <em><a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=890&amp;AT=pagello\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pagellus bogaraveo<\/a><\/em>),<\/li>\n<li>ciriole [anguille] (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=35&amp;AT=anguilla\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Anguilla anguilla<\/em><\/a>),<\/li>\n<li>maccarello (<a href=\"https:\/\/www.fishbase.de\/summary\/SpeciesSummary.php?ID=118&amp;AT=maccarello\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Scomber scombrus<\/em><\/a>), ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-9\"><div id=\"attachment_15024\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15024\" class=\"size-full wp-image-15024\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/RoeslerPescatori.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/RoeslerPescatori-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/RoeslerPescatori-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/RoeslerPescatori-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/RoeslerPescatori.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-15024\" class=\"wp-caption-text\">Ettore Roesler Franz, 1880 circa: foto scattata di fronte alla Cloaca Massima, visibile immediatamente a sinistra dell&#8217;arcata del ponte Sublicio<\/p><\/div>\n<p>Ancora negli anni 1950\/60 le rive del Tevere a valle della Cloaca Massima, erano fitte di pescatori, sia alla lenza che alla rete.<\/p>\n<p>Sul finire del secolo alcuni pescatori amavano ancora lo sbocco della fogna, e non era raro vederli risalire dalle sponde con carpe di dimensioni superiori ai 50 cm.<\/p>\n<p>Detto ancora che la materia della fauna ittica del Tevere venne trattata da Paolo Giovio (1483-1552) nella sua opera De romanis piscibus libellum, 1531, ci rimane da soddisfare una curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Eccezioni e costose stravaganze a parte, quale era nell&#8217;antica Roma il prezzo del pesce di uso corrente? Ci viene in soccorso l&#8217;imperatore Diocletianus (244 &#8211; 313 a.D.) col suo editto De pretiis rerum venalium (I prezzi dei generi di commercio) del 301:<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-10\"><div id=\"attachment_15029\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15029\" class=\"size-full wp-image-15029\" src=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/EdittoDiocleziano.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/EdittoDiocleziano-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/EdittoDiocleziano-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/EdittoDiocleziano-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.mundusmaris.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/EdittoDiocleziano.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-15029\" class=\"wp-caption-text\">Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;editto \u00e8 fortunatamente pervenuto fino a noi, ed ecco alcuni esempi di prezzi<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Frumento<\/td>\n<td>10 kg<\/td>\n<td>81 denari<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Polli<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>60 denari<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Vino<\/td>\n<td>1 l.<\/td>\n<td>16 denari<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sarde o sardine<\/td>\n<td>1 kg<\/td>\n<td>48 denari<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pesce di scoglio<\/td>\n<td>1 kg<\/td>\n<td>72 denari<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il denarius argenteus fu introdotto proprio da Diocletianus nella sua riforma monetaria, di cui l&#8217;editto era parte integrante: aveva un peso pari a 1\/96 di libbra, circa 3,4 grammi. Qui si trattava per\u00f2 del denarius communis, il cui valore era 1\/100 del denaro d&#8217;argento. Questi provvedimenti miravano a contrastare l&#8217;inflazione dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Va ricordato infatti che, circa 270 anni prima, con 30 denari si poteva acquistare ben altro&#8230;<\/p>\n<p><em><strong>Paolo Bottoni, 2020<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Le foto sono dell&#8217;autore, le altre illustrazioni provengono dal pubblico dominio.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":4,"featured_media":14973,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-14972","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fra-tradizione-e-modernita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14972"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14972\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15090,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14972\/revisions\/15090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mundusmaris.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}